SALA DELLA CONGREGAZIONE DEL TRIBUNALE DI PROVVISIONE
(Germana Formenti)
La Sala della Congregazione, o Sala dei Signori della città, era l’unico punto di accesso interno al palazzo dal quale si giungeva alla Cappella. All’ingresso era posta una tavola in marmo nero con riportato il verdetto del SALMO 126: NISI DOMINUS CUSTODIERIT CIVITATEM, IN VANUM VIGILANT QUI CUSTODIUNT EAM E al di sopra vi era una targa con la scritta: RESTAURATUM ANNO MDCCXXXVII Fu il Vicario di Provvisione Lodovico Archinti che fece riparare ed abbellire la gran sala del Consiglio, chiamando il pittore Giovanni Enza (anche indicato come Giovanni Ens o Enzio) a raffigurare negli ovati i Santi Ambrogio e Carlo Arcivescovi. Su un lato della parete venne appesa una grande tavola corografica di Milano, con intorno le vedute delle Fabbriche più insigni, opera del disegnatore Giovanni Ricardi. [1]
Al centro della volta della sala, che nel 1606 aveva subito delle riparazioni, venne posto un dipinto del Morazzone, talvolta indicato come Pentecoste o Santa Trinità adorata dagli angeli (olio su tela, cm 285 x 178 cm, inv. 414), eseguito nel 1615. Fu Costantino Baroni a rinvenire il dipinto nei depositi del Castello Sforzesco e a renderlo noto nel 1944.
(Germana Formenti)
La Sala della Congregazione, o Sala dei Signori della città, era l’unico punto di accesso interno al palazzo dal quale si giungeva alla Cappella. All’ingresso era posta una tavola in marmo nero con riportato il verdetto del SALMO 126:
NISI DOMINUS CUSTODIERIT CIVITATEM, IN VANUM VIGILANT QUI CUSTODIUNT EAM
E al di sopra vi era una targa con la scritta: RESTAURATUM ANNO MDCCXXXVII
Fu il Vicario di Provvisione Lodovico Archinti che fece riparare ed abbellire la gran sala del Consiglio, chiamando il pittore Giovanni Enza (anche indicato come Giovanni Ens o Enzio) a raffigurare negli ovati i Santi Ambrogio e Carlo Arcivescovi. Su un lato della parete venne appesa una grande tavola corografica di Milano, con intorno le vedute delle Fabbriche più insigni, opera del disegnatore Giovanni Ricardi. [1]
Al centro della volta della sala, che nel 1606 aveva subito delle riparazioni, venne posto un dipinto del Morazzone, talvolta indicato come Pentecoste o Santa Trinità adorata dagli angeli (olio su tela, cm 285 x 178 cm, inv. 414), eseguito nel 1615.
Fu Costantino Baroni a rinvenire il dipinto nei depositi del Castello Sforzesco e a renderlo noto nel 1944.
[1] Latuada, p. 150